Istituto d’Arte

(Scuola del libro)

Il nuovo organismo, previsto da De Carlo per ospitare la Scuola del libro, viene collocato fuori le mura, nell’area di espansione a nord della città. Edificato solo in parte – sono stati realizzati solo due dei quattro lotti progettati – si sarebbe dovuto estendere, in modo simmetrico, lungo una spina centrale. I laboratori sono un unico grande vano dal quale vengono ricavati, su ballatoi, gli spazi per ogni disciplina. Importanti gli affacci sul paesaggio e sul verde.

L’esterno assume una forma piramidale fortemente caratterizzata dalla copertura che, nella sua interezza, è distinguibile da una delle porte urbane e dai collegi -stabilendo così un legame visivo con la città, antica e nuova. Con il progetto completo si sarebbe percepita la somiglianza del suo volume planimetrico con la pianta della città stessa. Infatti, la presenza della scuola è uno dei capitoli fondamentali della cultura cittadina. Una volta terminato, l’Istituto quindi doveva palesare, anche nella “forma”, il forte carattere simbolico che da sempre lo lega, nei contenuti, alla storia di Urbino.

Ma nonostante la grande importanza e la fama internazionale che questa scuola si è conquistata negli ultimi cinquant’anni, le Amministrazioni Comunale e Provinciale non hanno perseguito con adeguata determinazione il completamento della nuova sede. Risale ormai a 25 anni fa il termine dei lavori del primo lotto e solo al 1997 l’agibilità per il secondo lotto.

Per il funzionamento delle attività scolastiche sono state necessarie delle modifiche all’interno, come l’innalzamento di divisori, adattato alle esigenze scolastiche che rendono in alcuni spazi irriconoscibile il progetto originario.
All’ esterno il non finito si accompagna a uno stato di abbandono, e al posto della parte mancante della costruzione, si estende un polveroso parcheggio.

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