BiografiaIl pensiero e l'opera

In questi anni nasce il gruppo degli “amici di Bocca di Magra” (Vittorio Sereni, Giovanni Pintori, Giulio Einaudi, Marguerite Duras, Franco Fortini, Albe Steiner, Elio Vittorini che sta scrivendo Le città del mondo, Italo Calvino che scriverà Le città invisibili) che si ritrovano per molte estati nello stesso luogo.

Nel 1954 fa parte della redazione di Casabella Continuità, diretta da Ernesto Rogers, alla quale collabora fino al 1956, quando si dimette per dissensi sulla linea della rivista.
Nello stesso anno – insieme a Ludovico Quaroni e Carlo Doglio – organizza per la X Triennale di Milano la Mostra dell’Urbanistica.

Nel 1959, al convegno dei CIAM (Congrès lnternationaux d’Architecture Moderne) di Otterlo, che ne segna la fine e durante il quale si forma il Team X, presenta il progetto di Matera del 1954. Viene duramente attaccato e accusato di non essere “moderno” dalla maggioranza dei partecipanti.
In questo periodo viene chiamato da Giuseppe Samonà a Venezia, dove insegnano anche Franco Albini, Carlo Scarpa, Lodovico Belgiojoso, Giovanni Astengo, Mario De Luigi, Bruno Zevi.

Da1 1961 al 1965 partecipa ai lavori del PlM (Piano Intercomunale Milanese).
Nel 1964, dopo sei anni di elaborazione, viene presentato il Piano Regolatore di Urbino.
Nel 1965 dà inizio alla collana Struttura e forma urbana per le edizioni del Saggiatore, che dirige fino al 1981.
Nel 1966 va per la prima volta negli Stati Uniti, a Yale. Ci tornerà varie volte negli anni successivi, per periodi di insegnamento al MIT, alla UCLA, alla Cornell. La scoperta della realtà nord-americana – in un periodo di particolare intensità: la guerra in Vietnam, la rivolta dei giovani, la pop-art, la musica rock, l’avvento dell’architettura anti-Bauhaus – ha una notevole influenza su di lui: ne registra i segni che si manifesteranno dopo qualche anno anche in Europa.

Nel 1968 pubblica La piramide rovesciata.

Nel 1976 fonda l’ILAUD, il Laboratorio Internazionale di Architettura e Urbanistica. Si tratta di un progetto sul confronto e la collaborazione di contesti culturali diversi. I temi trattati dall’ILAUD sono anche quelli dell’elaborazione teorica di GDC: la partecipazione, il riuso, la lettura del contesto e la progettazione tentativa come strumenti di conoscenza e trasformazione.
Gli stessi temi vengono affrontati e diffusi in altre direzioni dalla rivista Spazio e Società, che GDC dirige dal 1978 al 2000, anno di chiusura.

Negli anni ‘80 inizia un periodo di intensa ricerca, rappresentata da numerosi progetti, in parte realizzati, che esplorano forme e strutture architettoniche per lui inconsuete.

I1 12 dicembre 1989 viene nominato cittadino onorario di Urbino e subito dopo gli viene dato l’incarico di redigere il nuovo Piano Regolatore della città che presenterà nel 1994, a trent’anni di distanza dal primo.

Nel 1993 riceve la Royal Gold Medal. Seguono numerosi altri riconoscimenti nazionali e internazionali, lauree honoris causa e, da ultimo, la medaglia d’oro per la cultura assegnatagli da Carlo Azeglio Ciampi.

Nel 2000 si associano al suo studio gli architetti Monica Mazzolani e Antonio Troisi, dando vita allo Studio Giancarlo De Carlo e Associati.
Tra le mostre a lui dedicate si ricordano quella del 1995 alla Triennale di Milano, quella al Centre
Pompidou a Parigi nel 2004 e quella al MAXXI nel 2005 a Roma.

Le esperienze affrontate nell’attività del suo studio contribuiscono alla messa a punto di un linguaggio variegato e molteplice, che corrisponde a una concezione dello spazio globale, libera da classificazioni e priva di gerarchie.
Giancarlo De Carlo muore nella sua casa di Milano il 4 giugno 2005.

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